Per anni il performance marketing su Meta si è basato su una certezza quasi matematica: trovata una creatività che funziona, la si moltiplica. Piccoli cambiamenti, headline diverse, qualche tweak visivo, e l’algoritmo avrebbe fatto il resto.

Nel 2026 questa strategia non solo non funziona più, ma è uno dei motivi principali per cui molti account vedono CPM in crescita, performance instabili e apprendimento che non decolla mai.

Il motivo ha un nome preciso: Andromeda.

Andromeda: perché Meta ha cambiato le regole del gioco

Con Andromeda – il nome con cui Meta identifica la nuova architettura algoritmica che governa la selezione e la distribuzione degli annunci – Meta ha riscritto il modo in cui gli annunci vengono selezionati, valutati e distribuiti. Il cambiamento chiave è concettuale prima ancora che tecnologico: l’algoritmo non parte più dall’audience per scegliere l’annuncio, ma parte dall’annuncio per capire quale audience attivare.

Questo significa che la creatività non è più un elemento decorativo o un semplice contenitore del messaggio. È diventata, ancora di più, il principale segnale di targeting.

Andromeda analizza il contenuto dell’annuncio (visual, linguaggio, tono, struttura narrativa) e lo utilizza per raggruppare gli asset in insiemi che, dal suo punto di vista, raccontano la stessa cosa. Se due annunci sono troppo simili nel significato, finiscono nello stesso gruppo anche se differiscono per dettagli superficiali.

Ed è qui che le micro-varianti iniziano a morire.

Perché le micro-varianti oggi vengono penalizzate

Nel vecchio paradigma, cambiare un titolo o un colore poteva bastare a “ingannare” il sistema e generare nuovi segnali. Con Andromeda questo non succede più.

Quando carichi più annunci che condividono lo stesso concetto creativo, Meta li interpreta come un unico stimolo replicato. Il risultato è una competizione interna: stessi utenti, stessa fase del funnel, stesso messaggio. La frequenza sale rapidamente, la fatica creativa arriva prima e l’algoritmo smette di esplorare.

Dal punto di vista di Meta, non stai offrendo nuove informazioni. Stai solo ripetendo le stesse, più volte.

Advantage+ ha reso il problema impossibile da ignorare

L’evoluzione dei formati Advantage+ ha accelerato questa dinamica. Oggi Meta controlla audience, placement, bidding e distribuzione. L’unica leva reale rimasta in mano al brand è la qualità e la diversità dei segnali creativi.

Se questi segnali sono ridondanti, l’algoritmo non ha spazio di manovra. Se invece sono realmente diversi, Andromeda può abbinarli a cluster di utenti differenti e orchestrare un percorso più efficace.

Non è un caso che gli account più performanti nel 2026 abbiano strutture molto semplici, ma una produzione creativa molto più sofisticata.

Cosa significa “creatività diversa” nell’era Andromeda

Creatività diversa non significa creatività più “appariscente”. Significa creatività che cambia il significato di ciò che viene comunicato.

Una creatività è diversa quando parla da un altro punto di vista, quando intercetta un bisogno differente o quando utilizza un frame mentale alternativo. Se il messaggio di fondo resta lo stesso, l’algoritmo lo riconosce immediatamente.

In altre parole, Andromeda non guarda le differenze cosmetiche. Guarda la sostanza.

Ready to shake things up?

Come fronteggiare la fine delle micro-varianti: le nuove strategie di produzione

La risposta non è produrre meno creatività, ma produrla in modo diverso.
Nell’era Andromeda, i brand che vincono non iterano all’infinito sullo stesso concetto: costruiscono sistemi creativi, pensati per dare all’algoritmo segnali realmente distinti.

La produzione oggi deve partire da una domanda strategica, non estetica. Non “che visual facciamo?”, ma: quali sono le diverse motivazioni, paure o desideri che spingono qualcuno verso questo prodotto o servizio? Ogni risposta a questa domanda non è una variante, è un’idea creativa autonoma.

Molti dei team più evoluti stanno, consapevolmente o meno, lavorando secondo una logica molto vicina al framework PDA: Persona, Desire, Awareness

Non come schema rigido, ma come bussola. Cambiare la persona a cui parli, il desiderio che attivi o il livello di consapevolezza a cui ti rivolgi significa cambiare il significato del messaggio, non solo la sua forma.

Da qui nasce la necessità di lavorare per macro-idee, non per annunci isolati. Ogni macro-idea ha una propria identità, un angolo psicologico preciso e un linguaggio coerente. All’interno di quell’idea si possono testare formato, ritmo o durata, ma il messaggio resta riconoscibile e intenzionale.

È esattamente questo tipo di struttura che permette ad Andromeda di interpretare ogni creatività come un segnale nuovo, sbloccando nuove porzioni di audience invece di saturare sempre le stesse.
Non più piccoli tweak per spremere un pubblico già esausto, ma messaggi diversi per intercettare intenti diversi.

Il nuovo ruolo dell’AI nella produzione creativa

In questo contesto, l’AI non serve a generare decine di micro-varianti in pochi minuti. Serve a esplorare rapidamente angoli narrativi diversi, a simulare prospettive alternative e ad accelerare la fase di ideazione.

Usata correttamente, l’AI aiuta i team a pensare in termini di portafoglio creativo, non di singolo annuncio. Usata male, amplifica solo la ridondanza.

Il vero discrimine oggi non è tecnico, è strategico

Andromeda ha reso evidente una verità scomoda: Meta Ads nel 2026 non è più un gioco di settaggi. È un gioco di posizionamento.

Se un brand non è in grado di esprimere chiaramente perché esiste, quale problema risolve e per chi, nessuna quantità di creatività lo salverà. L’algoritmo può ottimizzare solo ciò che riceve. Se riceve messaggi confusi o tutti uguali, amplificherà quella confusione.

Ready to shake things up?

In un mercato che cambia alla velocità dell’AI, le aziende non hanno bisogno solo di strumenti, ma di un partner che sappia dare una direzione chiara e costruire brand che durano nel tempo.


Noi di Leviathan siamo una marketing company tech-powered: AI, automazione e dati si fondono con creatività e design, per trasformare l’attenzione in crescita reale. Non ci limitiamo a gestire campagne: costruiamo customer journey che convertono e brand vivi che parlano al futuro.

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